Archive for the ‘Viaggi’ Category

Londra -> Dublino -> Cork

Thursday, August 9th, 2007

Light at the end of the tunnel... Murphy's

Facile il paragone con il passato.
Ma alla fine é sufficiente andare indietro di 10 anni.
Londra, Dublino, Cork e ancora Dublino in un solo giorno. E quasi quasi si riusciva ad aggiungere pure il ritorno a Bruselas. E’ solo una questione di mezzi, al resto ci si abitua. Di sicuro ci si prova un gran gusto.

Si un gran gusto.

What time is your flight Sir? Alright…
Shall we book a taxi for 5 o’clock then?
Would you like to have a wake up call Sir? Alright… 4.15…
Good night Sir.

Che gran gusto.

Fai la borsa che é meglio. Alle 4 di mattina ci sono poche cose che potrebbe farti girare i coglioni piú di preparare un’infame valigia.

Haaaaallo? Hey… come va? Sei tornato presto? A che ora hai il volo?
Uuuuhhhh…
A che ora vai via dall’albergo?
UUUUUHHHHHH…
Beh… ti saluto dai meglio che ti metti a letto…
E mi raccomando non accendare la televisione che lo sai come va a finire…

Mi raccomando non accendere la televisione. Ma si che sará mai, a casa non ne guardo per niente. Non c’é mai nulla in televisione. No niente… nulla… che é questo… aspé… mi ricorda qualcosa. Ma non mi viene. Ma cazzo la storia la conosco, dai guarda altri 10 minuti.

Bip-bip. Sono il tuo amico G-shock. Ascoltami, volevo dirti che il nuovo giorno é arrivato.

Mezzanotte. Vabbé se dormo quattro ricchissime ore e quindici ricchi minuti o solo quattro ricche ore non c’é grossa differenza. Ma io la storia la conosco. Si che la conosco, come é familiare, é tratta da un libro…
E il tempo passa porca zozza. Devo dormí. Dormi cretino. No non dormire, spegni la tv e la luce prima che poi ti svegli con il mal di testa. Ma che cazzo dici? Se dormi tre ore e mezza il mal di testa ce l’hai uguale, é mezzanotte bella passata. Ma che ne sai te? Fidati di me, se dormi tra le tre e le quattro ore ti alzi dal letto che sei un fiorellino, hai solo bisogno di un oretta di sonno, giusto il tempo del volo. E poi oh, in treno fino a Cork, avoja a dormí… E lasciami finire di vedere il film in pace.

E’ assolutamente il caso che io mi liberi almeno di un paio di personalitá che attualmente mi abitano.

Ore 1.30
Il film finisce. Tratto dal libro High Fidelity - Nick Hornby.

Non mi sveglieró mai. Non mi sveglieró mai. Non mi sveglieró mai. Non mi sveglieró mai. Non mi sveglieró mai. Non mi sveglieró mai. Non mi sveglieró mai. Non mi sveglieró mai. Non mi sveglieró mai. Non mi sveglieró mai. Non mi sveglieró mai. Non mi sveglieró mai. Non mi sveglieró mai.

Ore 1.45

E quando me svejo. E quando me svejo. E quando me svejo. E quando me svejo. E quando me svejo. E quando me svejo. E quando me svejo. E quando me svejo. E quando me svejo. E quando me svejo. E quando me svejo. E quando me svejo. E quando me svejo. E quando me svejo.

Ore 4.12

Wossh! (rumore di pelle e lenzuola che strusciano) Occhi sbarrati.
Bastardo di un telefono, credi io stia per riaddormentarmi e invece no. Tre minuti ed é fatta.
Drin! Clonk…This is your wake up ca… clik! Doccia.

Ore 4.50

Morning Sir… did you have a good sleep?

Sará un gran giornata, me lo sento.

Israel - Herzliya

Wednesday, September 6th, 2006

Israel Onde

E oltre a vedere aeroporti, alberghi, ristoranti e uffici ogni tanto si riesce ad includere altro…

Una settimana in Israele, correndo da una stanza all’altra, decine di persone che ti vogliono vedere, vogliono sapere come va, di cosa c’é bisogno per migliorare. Una corsa continua e ti chiedi da dove possa venire il tempo per mettere in pratica tutto ció di cui si discute. Balagan. Splendida parola ebraica. Balagan, una gran casino. Descrive alla perfezione.

E allora decidi che stavolta parti prima, sacrifichi un pezzo del tuo weekend e ti guadagni un pezzo di fine settimana israelita, in riva al mare.

Ti alzi alle 8 di mattina, non vedi l’ora di esporre la panza bianca a tutto quel ben di dio di corpi scolpiti che fa su é giú lungo i chilometri di costa a nord di Tel Aviv. Spiritualmente sei pronto ad accogliere i battaglioni che stanno per sbarcare un pelino piú a Nord… no a dire il vero, vuoi solo goderti un giorno di mare.
“Vai che te lo meriti… per un giorno ti riposi, ne hai bisogno…”
E come un razzo giú. Ascensore. Scalette. Attraversi la piscina, rumorosa, palloni che giá alle 9 di mattina planano inesorabili su ogni lettino occupato da bagnanti a mo’ di lucertole.
Arrivi giú… tanta gente che si bagna i piedi e decine di bandiere nere che proseguono lungo la costa per sparire all’orizzonte.
Onde alte non so quanto ma parecchio… solo ai surfisti é permesso superare le bandiere nere, e chi sgarra viene richiamato con un fischietto. Al terzo fischio parte il primo colpo al ginocchio e solitamente il coraggioso di turno si ferma.

Prima di partire ti sei detto, ma la macchina fotografica seria che la porto a fare, tanto sto solo in spiaggia… ed eccoli lí che a decine, tutti glabri e iper abbronzati che fanno evoluzioni sulle onde… zoommma zoommmma che la compattina ce la fa a prenderli… ma de che…

Lunghe passeggiate, un paio di tuffi in piscina. Fin quando alle sei del pomeriggio le bandiere spariscono… si, anche i bay-watchers hanno una famiglia e a una certa ora se ne vanno a casa, ricordandosi ovviamente di rimuovere le bandierine, onde evitare di trovarne il doppio il giorno dopo e non sapere cosa farsene. Suvvia, sempre Medio-Oriente é alla fine…

Onde grosse, forti. Acqua fino al ginocchio, ma quando l’onda quella grossa si infrange poco prima di te, ti trascina fino alla spiaggia, e tu esposto al pubblico ludribio di grandi e piccini, cerchi ti rimetterti in piedi, somigliando piú che altro a un grosso bacarozzo che si ritrova all’improvviso sulla schiena.

Non cosí male alla fine…

E poi ricomincia il lavoro, un paio di colleghi sono appena tornati dopo quattro settimane passate al Nord. Raccontano. Si discute del piú o del meno con gli altri mangiando quintalate di falafel, ma sempre con attenzione, cercando di non oltrepassare quel limite invisibile al quale é meglio non avvicinarsi… roba pesante il falafel se mangiato a dismisura.

Albergo: Daniel Hotel - Herzliya - $118
Niente di che dall’esterno, non male dentro. Sempre e comunque grande. Diviso in due, una parte moooooolto curata e un’altra meno, ma comunque piú che decente. Due torri fondamentalmente. A botta di culo mi ritrovo in una stanza che normalmente cosa $230, ma con un po’ di moine ogni tanto te l’appioppano per la stessa cifra pattuita nella convenzione con la compagnia. Bagno spettacolare con stanzetta separata interamente mosaicata di piastrelline rettangolari ultra moderne, esclusivamente dedicata alla doccia.
2-3 metri quadrati di doccia…

Mangiare: €20 in media per una cena completa. Cucina buona ma stanca sulle lunghe distanze…

Carrelli areoporto: Niente leve, nulla di strano. In stile carrello supermercato: prendi, carica e spingi.

Galleriuola fotografica di rito che include anche foto scattate negli stessi luoghi a Gennaio 2006.

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Helsinki di fine estate

Saturday, September 2nd, 2006

Helsinki Orsetto Areoporto

Svariati viaggi nel frattempo. Un Mondiale vinto, con una storica semifinale che difficilmente dimenticheró. Tanto lavoro, niente vacanze… per ora…

Helsinki, 2 giorni e poco piú. Un rapido giro e tante birre, maledetti nordici quanto bevono. Gente timida e silenziosa, ma in fondo molto ospitale.
Difficile capire molto in cosí poco tempo, ma abbastanza per passare qualche piacevole ora. La sauna, la calma, il silenzio. Mai visto un aeroporto cosí rilassante dove tutto sembra funzionare normalmente ma seguendo dei ritmi irreali, mentre degli orsetti di cemento proteggono i pedoni da macchine che mai si sognerebbero di salirci sopra. L’orso, animale simbolo del paese, animale che specialmente da giovane puó perdere il senso dell’orientamento e finire in qualche cittadina nell’Est finlandese. Giusto il tempo di annusare un po’ l’aria e tornare subito verso le foreste… popolate di lupi, piú furbi, lupi che non si perdono.
Sarebbe bello esplorarla, le centinaia di isolette, sembrano galleggiare quando le vedi dall’alto. E qualcuno, incredibilmente, riesce ad abitarle…
Si respira un non so che di sovietico a volte in cittá, credo sia normale, ma meglio non farsi sentire.

Imparata qualche parola, le uniche che ricordo chiaramente kiitos (grazie) e altre due che componevano l’insegna di un negozio in centro, pikku nalle (piccolo orso, orsetto). Grasse risate dei finlandesi mentre leggevo qualunque parola mi capitasse sotto gli occhi, merito della Lapin Kulta probabilmente. Stupiti di come la pronuncia spesso suonasse bene… fagli capire che risulta abbastanza logico ció che si legge per chi parla italiano, pur non capendo comunque un emerita mazza del senso…

Se mai vi capitasse di passare per Helsinki e non sappiate dove sbattere la testa non ho molto da suggerire se non passare un po’ di tempo in questo bar (Ateljee Bar… magari verso l’ora del tramonto. Un freddo becco, é in alto, esposto al vento… d’inverno credo sia impossibile rimanere fuori a lungo, ma da dentro si gode comunque di una bella vista sulla cittá.

Ci siamo lasciati con la promessa di rivederci il prossimo inverno, possibilmente a gennaio, mese piú rigido per eccellenza. La temperatura é scesa fino a -22 l’anno scorso. Esperienza da provare. Inutile dire a che livello si possa arrivare al Nord, nulla di sopportabile per piú di qualche minuto senza vestiti ultra tecnici e uno gnu in collo che ti alita in volto.

Albergo: Crowne Plaza Helsinki - €150
Bello, veramente bello. Grande, dispersivo come ogni grande albergo, ma bello.
Internet gratuito ad alta velocitá via cavo in camera, oltre ad arredamento minimale e moderno… piú TV LCD da 30 pollici.
Splendida piscina, palestra attrezzatissima e che te lo dico a fá, super sauna a 80-110 gradi… so’ matti.

Mangiare: €30 in media per una cena completa. Sono gli alcolici che costano l’inverosimile (tra i €6-9 per una pinta di birra locale).

Carrelli areoporto: Splendidi, complessi da spiegare. Simili ai classici carrelli dove tiri la leva per farli muovere, ma é posizionata in maniera tale che devi spingerla verso il basso e ti diventa a sua volta maniglia per guidare il carrello. Chiaro no?

Consueta galleria fotografica. Ancora peggio di altre giá proposte. La compattina da quattro soldi mi soddisfa sempre meno… quanto é gajarda peró, tutta nera lucida lucida. :D

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Barcellona, San Jordi e Madrid…

Monday, May 1st, 2006

Ma lo sapevate che in Spagna tirano pacchi come in Italia? E allora la domanda viene naturale: chi l’ha avuta l’idea? Noi o la Spagna? Spesso capita di vedere programmi nuovi ipersponsorizzati che non sono altro che una copia para para di qualcosa che è stato trasmesso per anni su una TV inglese. Format, li chiamano format credo… e noi, siamo bravi a copiare format o a crearli?
Vabbè dopo avervi fornito questa deliziosa notiziola, vi evito le solite banali scuse per essere sparito, tanto non funzionerebbe più e scrivo qualcosina.
Tanti viaggi nell’ultimo periodo, ed ho in mente a proposito diversi piccoli progetti per questo blog da quattro soldi. Aggiungerò forse immagini di viaggi precedenti, a patto che qualcuno sia interessato ad areoporti e stanze d’albergo, visto che nella maggioranza dei casi di questo si tratta. Comunque, vediamo un po’, oltre a Lisbona, cosa c’è stato in mezzo? Maastricht, Hannover, Londra, Koln, ancora Hannover, Birmingham, Poole, Marsiglia. Anche altro credo, ma l’ho rimosso.
E poi Barcellona e Madrid. Per lo meno in Catalunya c’è stato tempo di scattare quattro dilettantistiche foto.
Sono arrivato il giorno di San Jordi. Festa catalana. Un bordello di gente in giro. Caldo. Sole. Aria di primavera. Odore di mare e di nafta. Un sacco di bancarelle che vendevano libri di ogni tipo. Un considerevole numero di banchi era chiaramente gestito da gruppi di sinistra. Gli altri in maniera meno evidente ma pure sempre di sinistra, almeno nella zona in cui ero io. Tutti esponevano la bandiera dell’indipendenza catalana. Mi sembra di aver capito che condividono diverse cose con i paesi baschi pur essendo lontani tra di loro e ognuno con la propria cultura. Un esempio? Entrambi i “paesi” non amano la corrida. E comunque alla festa di San Jordi, lungo Las Ramblas, ho trovato anche un paio di banchetti baschi…
Tutto mi è sembrato bello, ma rimanendo in un posto due giorni, dove rivedi il sole e fa caldo anche la sera, c’è niente che può sembrarti brutto?
Madrid l’ho vista pochino. Anzi, niente. Ma mi ha stupito.
La gente di Madrid è esattamente come immaginavo la gente di Barcellona. Pensiero contorto si. Immaginavo i Catalani aperti, giocosi, rumorosi… invece no. Apparentemente no, sono gente schiva pur essendo sempre molto latini. Sicuramente riservati se paragonati ai madrileni. E a Madrid grasse risate, enormi prese per il culo e gran magnate a colazione pranzo e cena. Sicuramente bisognerà tornarci, spero presto. Magari durante l’estate.
Se mai passate per Madrid, fate in modo di atterrare al Terminal 4 dell’areoporto. Enorme, lunghissimo da attraversare, non arrivi mai… bellissimo però.

Albergo:

Barcellona - Non ricordo il nome, ma non era granchè e costava troppo.
Abba Sants Hotel - €130

Madrid - High Tech Arturo Soria - €120
Discreto. Internet gratuito in camera.
Doccia idromassaggio :D.
Credo ben collegato con il centro, metro molto vicina…

Mangiare: €20-25 in media per un pasto completo. A pranzo con €10 pasto completo in zone uffici. Metterei la firma per un pranzo così tutti i giorni…

Carrelli areoporto: Tiri la levetta e si sblocca il freno. Funzionano come dovrebbero quindi. :D

Consueta galleria fotografica. Pessima come sempre, e stavolta non ho scuse.

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Lisbona

Sunday, February 26th, 2006

Due giorni solamente, di lavoro.
Una notte in albergo, una cena e qualche birra nella zona dell’Expo 98.
Partenza presto, pure troppo. Ore 5,30 esco di casa per riuscire a prendere il volo delle 7,10.
All’arrivo una cosa rimane subito impressa, i portoghesi sono favolosi e fumano ovunque. Ovunque. Negli uffici, nei corridoi degli uffici, nell’aereoporto, nei bar, nei negozi e potrei continuare a lungo. Le persone che ho incontrato, quasi tutti fumatori.
Mi piacciono i portoghesi, sono aperti, tipicamente mediterranei, ma diversi da noi o dagli spagnoli. Sono calmi, poco rumorosi se paragonati alle altre etnie latine. Sarà la saudade che è geneticamente dentro di loro, così come parecchi di loro mi confermano. Scopro che hanno molte similitudini con l’Italia… Il Nord lavora e insulta il Sud che non fa nulla e vive sulle tasse pagate dagli altri. Il Sud dal suo canto lavora ma con ritmi diversi pur raggiungendo il loro obiettivo. E fin qui ci siamo. Mi stupisce però scoprire che la corruzione e gli atteggiamenti mafiosi siano tipici del Nord del paese.
La prima impressione è stata ottima, credo di doverci tornare presto e farò del mio meglio per tenermi un pomeriggio libero per girare di più.
Esperienza consigliata l’atterraggio a Lisbona, costruzioni di ogni tipo sono fino ai bordi dell’areoporto. Una vista splendida.
Maggiori dettagli dopo la prossima visita, spero.

Albergo: Vip Arts - €78

Mangiare: €15-20 in media per un pasto completo

Carrelli areoporto: ND

E come di consueto, scrausa galleria fotografica gentilmente offerta dalla compattina Nikon da quattro soldi.

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